giovedì 27 marzo 2008

4 aprile 2008 a Roma : Organizzazione e innovazione della giustizia

ORGANIZZARE LA GIUSTIZIA.
L’innovazione della giustizia in Italia tra
diritti dell’individuo ed esigenze sociali
ROMA - 4 APRILE 2008
Residence Ripetta, Via di Ripetta 231
Ore 10.00 - Indirizzi di saluto
Maurizio d’Errico
Presidente del Consiglio notarile di Roma
Adolfo de Rienzi
Notaio, Presidente dell’Accademia del notariato
Massimo Pineschi
Consigliere della Regione Lazio
Mauro Vaglio
Consigliere dell’ordine degli avvocati di Roma
Stefano Schirò
Presidente di Magistratura Indipendente
Ore 11.00
L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
E LE RIFORME NORMATIVE.
Dibattito condotto da:
Stefano Amore
Vice Segretario generale di Magistratura Indipendente
Partecipano:
Carlo Coco
Segretario generale di Magistratura Indipendente
Giuseppe Corasaniti
Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma
Pasquale D’Innella Capano
Amministratore unico Telpress Italia Spa
Fulvio Filocamo
Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale
per i minorenni di Roma
Sergio Gallo
Vice Capo Dipartimento organizzazione giudiziaria del Ministero
della Giustizia
Giulio Romano
Componente del Consiglio Superiore della Magistratura
Vincenzo Turco
Giudice del Tribunale di Frosinone
Conclude:
Angelo Paletta
Segretario generale della Fondazione Cardinale Cusano
GIURISDIZIONE DI PROSSIMITÀ
E INNOVAZIONE TECNOLOGICA:
LE ESIGENZE DELLA COMUNITÀ.
Ore 11.00
L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
E LE RIFORME NORMATIVE.
Dibattito condotto da:
Stefano Amore
Vice Segretario generale di Magistratura Indipendente
Partecipano:
Carlo Coco
Segretario generale di Magistratura Indipendente
Giuseppe Corasaniti
Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma
Pasquale D’Innella Capano
Amministratore unico Telpress Italia Spa
Fulvio Filocamo
Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale
per i minorenni di Roma
Sergio Gallo
Vice Capo Dipartimento organizzazione giudiziaria del Ministero
della Giustizia
Giulio Romano
Componente del Consiglio Superiore della Magistratura
Vincenzo Turco
Giudice del Tribunale di Frosinone
Conclude:
Angelo Paletta
Segretario generale della Fondazione Cardinale Cusano
GIURISDIZIONE DI PROSSIMITÀ
E INNOVAZIONE TECNOLOGICA:
LE ESIGENZE DELLA COMUNITÀ.
Ore 13.00 - Colazione di lavoro
Ore 15.00
I MODELLI ORGANIZZATIVI
E LA PROFESSIONALITÀ.
Dibattito condotto da:
Fabio Massimo Gallo
Presidente della 1ª sezione Lavoro
del Tribunale di Roma
Partecipano:
Giovanni Barone
Avvocato del foro di Roma
Paolo Landi
Segretario Generale Adiconsum
Gianni Mammone
Consigliere della Corte di Cassazione
Aldo Morgigni
Giudice distrettuale presso la Corte di Appello di Roma
Antonio Patrono
Componente del Consiglio Superiore della Magistratura
Giuseppe Saieva
Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma
Paolo Valerio
Presidente di Federmot

mercoledì 19 marzo 2008

Elezioni dei Consigli giudiziari 2008 : le proposte di Magistratura Indipendente

ELEZIONI 2008 DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E DEI CONSIGLI GIUDIZIARI LE PROPOSTE DI MAGISTRATURA INDIPENDENTE
La riforma dell’ordinamento giudiziario attribuisce ai nuovi Consigli giudiziari un ruolo assai più rilevante ed autorevole rispetto a quello, rivestito in precedenza, di struttura servente del C.S.M..La partecipazione delle rappresentanze dell’avvocatura e dell’università e i poteri di valutazione, proposta e controllo conferiti in materia di organizzazione e funzionamento degli uffici del distretto rendono, infatti, i Consigli giudiziari un organo strategico nell’ambito del sistema di autogoverno della magistratura, esponenziale dei problemi dell’amministrazione della giustizia in sede locale. Il recupero di funzionalità e di conseguente legittimazione della giurisdizione può appunto cominciare dai Consigli giudiziari, dalla capacità di analisi e di elaborazione di modelli di più efficiente amministrazione della giustizia, dall’autorevolezza ed insieme concretezza delle iniziative che saranno in grado in tal senso di sviluppare, dalla puntualità delle valutazioni degli indici di professionalità che sapranno effettuare.Magistratura Indipendente nell’indicazione dei propri candidati si è attenuta al principio guida secondo cui ogni magistrato, professionalmente capace e preparato e come tale stimato nell’ambiente, è idoneo ad assumere i compiti di autogoverno, a prescindere dall’appartenenza correntizia. Proprio a partire dai Consigli giudiziari e nel fecondo rapporto da instaurarsi con le altre loro componenti deve crescere quel moto di riforma e di superamento del correntismo a gran voce richiesto dai colleghi. A questi fini Magistratura Indipendente ribadisce, innanzitutto, alcuni dei punti qualificanti del programma proposto in occasione delle elezioni per il C.S.M., stante il raccordo esistente fra i diversi livelli dell’autogoverno:1. la riaffermazione dei principi deontologici contenuti nel nostro Codice etico e dell’attenzione all’immagine d’indipendenza ed imparzialità della magistratura;2. l’improcrastinabile necessità di disporre di parametri uniformi ed attendibili di valutazione della laboriosità e della produttività del lavoro giudiziario, sia in quanto riferiti al magistrato che in quanto riferiti alla sezione e all’ufficio, al fine di superare la permanente incertezza ed una certa aleatorietà dei giudizi in materia e di coniugare razionalmente gli indici della quantità e della qualità nella multifattorialità connaturata all’apprezzamento del lavoro intellettuale in genere e giurisdizionale in specie. In questo senso, in attesa di un organico intervento del C.S.M., e riprendendo le iniziative già attuate sul versante della raccolta statistica dal Ministero e dal C.S.M. (con la Commissione mista e con le Commissioni “flussi” in particolare) sia il Consiglio direttivo della Corte di cassazione sia i Consigli giudiziari possono svolgere un ruolo di stimolo ai fini dell’elaborazione e dell’inserimento nelle tabelle e nei piani organizzativi degli uffici giudiziari di parametri utili all’individuazione di “standards” quantitativi che garantiscano elevati livelli di resa anche in termini di qualità della decisione, con riferimento alla pluralità delle specifiche funzioni svolte dai magistrati nei diversi settori;3. la semplificazione e maggiore trasparenza nell’elaborazione delle circolari e nella conseguente adozione di proposte, pareri e delibere in particolare proprio nei settori di competenza dei Consigli giudiziari delle valutazioni di professionalità e delle tabelle di organizzazione degli uffici, superando l’attuale formulazione di importanti circolari del CSM nelle quali la molteplicità, ampiezza, non graduazione e anche contraddittorietà dei criteri di valutazione previsti consente soluzioni non univoche dei casi concreti, semplicemente privilegiando di volta in volta l’uno o l’altro parametro: la maggiore discrezionalità conseguente, per es., ai nuovi criteri di selezione per gli incarichi direttivi e semidirettivi deve essere controbilanciata dall’uniformità e coerenza applicativa, in termini, in definitiva, di chiara intelligibilità e verificabilità esterna, pena il discredito del sistema complessivo e la conseguente irrefrenabilità di ulteriori interventi legislativi dall’esterno;4. la rivendicazione di condizioni di lavoro dignitose, di dotazione e riorganizzazione degli uffici, di introduzione effettiva delle nuove tecnologie, di razionalizzazione ed incremento delle risorse, umane e strumentali, da destinare al servizio della giustizia, quali fortemente sentite in ambito locale a seguito, ad es., di prassi e provvedimenti dirigenziali che, a macchia di leopardo, “esternalizzano” attività, restringono l’accesso ai servizi, limitano gli orari di udienza, in danno di magistrati, avvocati, personale e cittadini;5. la ricerca di ogni opportuno momento di confronto, elaborazione e collaborazione fra gli operatori del settore e nei confronti delle regioni e degli enti locali in vista dell’attuazione delle possibili sinergie, già in alcune realtà sperimentate, volte al miglioramento della funzionalità dei servizi.Magistratura Indipendente propone, inoltre, l’affermazione nell’attività dei nuovi Consigli giudiziari dei seguenti principi:1. partecipazione dei magistrati ai procedimenti. Il Consiglio direttivo e i Consigli giudiziari emettono innumerevoli pareri che sono dei veri e propri “giudizi” sull’operato professionale di ciascun magistrato destinati ad avere un peso rilevante nelle successive valutazioni del C.S.M. Proprio per la delicatezza delle materie trattate e per il previsto ampliamento delle informazioni utilizzabili (v. artt. 11 e 13 D.lgs. n. 160 / 2006) occorre richiamare l’attenzione sulle garanzie già raccomandate dal C.S.M. di preventiva conoscibilità per il magistrato degli atti e di possibilità di interlocuzione sulle fonti anche mediante audizione. 2. conoscibilità dell’attività dei Consigli giudiziari. Attualmente sono già disponibili presso il sito internet di alcuni Consigli giudiziari o altrimenti comunicati gli ordini del giorno delle sedute consiliari. La pubblicazione degli ordini del giorno deve essere generalizzata ed estesa, in un’apposita sezione del sito riservata ai magistrati, anche ai verbali delle sedute, sul modello di quanto già previsto per il C.S.M., quanto meno per i provvedimenti e le delibere di interesse generale. L’uso della posta elettronica dovrebbe rendere anche particolarmente semplice e tempestiva la comunicazione dei pareri agli interessati. Per consentire un raffronto tra le varie prassi, inoltre, va promossa la realizzazione di un portale di accesso unico ai vari siti del Consiglio direttivo e dei Consigli giudiziari. 3. semplificazione ed accelerazione dei procedimenti. Le prassi dei Consigli giudiziari tendono non di rado ad aggravare i già non indifferenti oneri di produzione di documenti imposti ai magistrati da regole generali. Di norma, peraltro, gli atti necessari per le valutazioni di professionalità e per le altre procedure di competenza sono prodotti dagli interessati, anche se si tratta di documenti nella disponibilità dell’amministrazione che dovrebbe autonomamente curarne l’acquisizione. Salvo casi particolari, va quindi prevista la raccolta di ufficio e in tempi ristretti degli elementi utili allo svolgimento dell’istruttoria. Il persistente riparto di competenze fra C.S.M. e Consigli giudiziari andrebbe poi risolto, in linea con le direttive di decentramento già da tempo indicate dal C.S.M. e rimaste lettera morta, mediante un’articolazione dei procedimenti che, a fini acceleratori e di certezza, valorizzi interinalmente le delibere assunte dai secondi, per es. in materia di autorizzazione degli incarichi extragiudiziari e a risiedere fuori dalla sede di servizio, ecc., di contro alle soluzioni in atto adottate che spesso non garantiscono il rispetto dei pur dichiarati termini di svolgimento e conclusione delle stesse procedure.4. formazione decentrata, tirocinio dei magistrati ed incarichi. Per garantire un effettivo pluralismo culturale nella designazione dei relatori ai corsi di formazione decentrata ogni Consiglio giudiziario dovrebbe formare e pubblicare appositi albi dei magistrati disponibili a svolgere le relazioni e a ricoprire il ruolo di magistrato collaboratore o affidatario, procedendo alle designazioni anche mediante sorteggio tra rose di nominativi di magistrati idonei. La stessa prassi potrebbe essere seguita per gli incarichi che la legge affida ai magistrati, come la partecipazione alle commissioni di esame o ad altre commissioni e collegi, eliminando i casi non infrequenti di inopportune ripetute precettazioni per i soli incarichi onerosi e gratuiti.5. diffusione delle buone prassi organizzative e giudiziarie. Si tratta di obiettivo implicito nella definizione della struttura e delle competenze dei nuovi Consigli giudiziari e tuttavia pare opportuno sottolineare il rilievo e la corretta impostazione da attribuirgli in chiave non burocratica né coercitiva ma ragionata e condivisa nel rapporto fra magistrati, avvocati e dirigenza amministrativa.6. conoscibilità dell’esito dei procedimenti trattati nei successivi gradi di giudizio. E’ uno degli elementi che concorrono alla formazione dei pareri in materia di professionalità. Sebbene a tal fine il parametro si riferisca agli esiti statistici e di riforma delle decisioni adottate, per ogni magistrato è indubbiamente utile e formativo conoscere le pronunce nelle successe fasi di giudizio a prescindere dal loro esito. Tale obiettivo può essere propiziato e realizzato, riprendendo esperienze già localmente avviate o attuate, sia attraverso la creazione di archivi di giurisprudenza di merito che mediante la previsione di generalizzate forme di comunicazione delle decisioni al magistrato interessato.Queste sono le linee programmatiche proposte all’attenzione e al consenso dei colleghi dai candidati espressi da Magistratura Indipendente per l’elezione dei nuovi Consigli giudiziari, nella convinzione che un’attenta e capace amministrazione sia in grado di garantire, meglio di ulteriori riforme dell’ordinamento giudiziario, il raggiungimento di maggiori livelli di efficienza nell’esercizio della giurisdizione e di ripristinare in tal modo nel paese un clima di serenità e di fiducia nei confronti della giustizia.

mercoledì 12 marzo 2008

REFERENDUM !

Controcorrente sostiene l'iniziativa dei colleghi di Napoli e invita tutti i suoi simpatizzanti ad aderire all'iniziativa per raccogliere il maggior numero di consensi.
Abbiamo proposto una consultazione ampia e democratica su questi temi già da tempo e pertanto condividiamo totalmente l'impostazione dei colleghi .
La democrazia si vede NEI FATTI E NEI METODI .


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Appare, ci sembra, sempre più avvertito tra i colleghi un senso di disagio
per il collegamento tra le componenti culturali, le cd correnti, dell'
associazionismo e le istituzioni di autogoverno.

Un'eco è stata avvertita anche nelle recenti polemiche sui criteri di scelta
dei candidati al Consiglio Giudiziario

Per questo motivo Tertium datur si è costituito quale comitato promotore di
un quesito referendario volto a richiedere all'ANM di porre in discussione
il sistema elettorale per la elezione dei componenti togati del Consiglio
Superiore della Magistratura.

Si tratta, per la precisione di una PROPOSTA di REFERENDUM CONSULTIVO tra
tutti i magistrati
(art. 55, comma 2, e 30, lett. O), dello Statuto dell¹A.N.M.)

Allego in calce la nota illustrativa del referendum che proponiamo.

Il Referendum vuole porre al centro della attenzione questo tema,
soprattutto in un momento in cui il nuovo Ordinamento Giudiziario aumenta la
libertà del Consiglio Superiore della Magistratura soprattutto in tema di
nomine dei semidirettivi e dei direttivi.
Occorre che questa aumentata discrezionalità sia esercitata in piena libertà
da condizionamenti interni da parte dei nostri rappresentanti.
Probabilmente una modifica del meccanismo elettorale con cui gli stessi
vengono candidati può costituire un passo avanti in questa direzione.

MODALITA' OPERATIVE
Posto che sulla lista non passano gli allegati, chiunque fosse interessato
a collaborare a raccogliere le firme (ne bastano 250, ma, ovviamente, più se
ne raccolgono, meglio è) può inviarci una mail all'indirizzo
morena@tin.it

per ottenere gli stampati predisposti per la raccolta delle firme.
Questi, poi, dovranno essere riconsegnati ad uno dei seguenti colleghi:

DARIO RAFFONE - civile tribunale Napoli
GABRIELE DI MAIO - appello lavoro Napoli magsal2003
GIUSEPPE SASSONE - dibattimento penale Tribunale Napoli
LUIGI GIORDANO - GIP Tribunale Napoli
NICOLA RUSSO - Tribunale di Torre Annunziata
CIRO CACCAVIELLO - Tribunale di Nola
MILLY PEZZULLO - Tribunale di S. Maria C.V.

Oppure spediti all'Associazione Tertium datur c/o Giuseppe Sassone
Viale Colli Aminei, 36 isolato C
80131 Napoli

Ringrazio fin d'ora quanti parteciperanno all'iniziativa ed allego la nota
illustrativa

E' OVVIAMENTE GRADITA OGNI DIFFUSIONE DI QUESTO MESSAGGIO SU ALTRE LISTE DI
DISCUSSIONE TRA MAGISTRATI
Giuseppe Sassone

§§§§§§§§§§§
Tertium datur - dalla parte della Costituzione

Proposta di referendum consultivo tra tutti i magistrati
(art. 55, comma 2, e 30, lett. O), dello Statuto dell¹A.N.M.)

La conclusione della vicenda legislativa in tema di riforma dell¹ordinamento
giudiziario consente l¹avvio di una riflessione che si auspica quanto più
partecipata possibile.
Questa partecipazione, allo stato, e sia pur con qualche recente segnale
diverso, sembra esistere solo in occasione delle varie scadenze elettorali,
associative o istituzionali.
In realtà, anche l¹ANM e la varie correnti che ad essa si rifanno,
partecipano delle stesse difficoltà che si evidenziano, a livello generale
nel rapporto tra partiti politici e singoli cittadini: l¹autoreferenzialità.

Parimenti, anche al nostro interno, l¹ormai evidente compressione e
subordinazione dell¹autonomia del C.S.M. e dei vari momenti istituzionali a
vantaggio delle istanze associative (che saranno ancor più esaltate dalla
riforma recente dell¹ordinamento giudiziario) impongono a tutti i giudici
che hanno a cuore l¹autonomia interna ed esterna della magistratura di
iniziare a compiere, senza nessuna necessità di scelte clamorose od
eclatanti abbandoni, alcuni passi nella direzione opposta a quella sopra
ricordata.

Si avverte sempre più l¹esigenza di consentire ai magistrati italiani di
individuare ed eleggere ­ per conoscenza diretta della loro storia
professionale ­ le personalità umanamente e professionalmente più
rappresentative del ruolo della Magistratura nella società e, quindi, più
capaci anche di affrontare nel C.S.M. le responsabilità di politica
giudiziaria che a tale organismo competono.

Ciò non attenuerà il valore dei diversi orientamenti ideali, ma combatterà
la tentazione di chi volesse far eleggere alcuni candidati solo per la loro
posizione nelle correnti e favorirà l¹emergere di magistrati non schierati
secondo ³logiche di steccato² e di stretta appartenenza, capaci di superare
anche possibili pressioni localistiche e clientelari, perché individuati dai
magistrati per la loro ispirazione ideale e la loro professionalità.

Sotto altro profilo l¹attenuarsi del ruolo di ³cinghia di trasmissione²
delle correnti rispetto alla istituzione consiliare contribuirà a recuperare
all¹associazionismo giudiziario il senso autentico del suo pluralismo ideale
e del suo ruolo di ³luogo² di confronto sui valori dell¹autonomia ed
indipendenza della Magistratura e di ³laboratorio² di proposte sulle
problematiche inerenti l¹amministrazione della giustizia.

Non si può pensare che i sistemi elettorali siano ininfluenti e neutri
rispetto a questi problemi e, pur non immaginando che il solo metodo
elettorale possa risolverli, è evidente che esso può fortemente influenzare,
in un modo o nell¹altro, la selezione dei rappresentanti e l¹atmosfera
culturale in cui questi si trovano a vivere le loro responsabilità.

Uno di tali passi può essere il quesito referendario, a norma dell¹art. 55,
comma 2, e 30, lett. O), dello Statuto dell¹ANM, sotto riportato. Una
iniziativa che vuole essere soltanto un piccolo segnale di quanto sia
sentito il tema di un cambiamento di rotta delle pratiche associative, anche
al fine di aiutare l¹A.N.M. a recuperare un rapporto più libero con i suoi
associati, più funzionale al superamento dei problemi sopra evidenziati ed,
in definitiva, a riscoprire la sua stessa ragion d¹essere.

Pur nella consapevolezza che una mera riforma tecnico-giuridica non possa
supplire a guasti di natura politica, che celano disagi e difficoltà ormai
annosi, iniziative di tal natura devono essere incoraggiate a meno di non
voler contribuire a sospingere l¹intera magistratura italiana
nell¹indifferenza e nell¹anomia, aprendo la strada a preoccupanti
involuzioni autoritarie ovvero a soluzioni elitarie eteroimposte.

Chi ritiene di sottoscrivere la richiesta di referendum consultivo sul
metodo elettorale del C.S.M. non fa una scelta di appartenenza ad una o ad
altra corrente dell¹A.N.M., né manifesta aprioristicamente la sua opinione
in merito all¹oggetto del referendum.
Manifesta solamente l¹idea che di queste problematiche sia bene discutere e
che lo si debba fare partendo dalla consultazione di tutti i magistrati
italiani e tenendo conto dei loro orientamenti e non solo delle opinioni
maturate all¹interno delle organizzazioni di corrente dell¹Associazione.

Quesito referendario

Ritieni che un sistema elettorale uninominale su base distrettuale degli organi di autogoverno della Magistratura possa assicurare una selezione degli eletti svincolata dai condizionamenti degli apparati di corrente?

sabato 8 marzo 2008

La giustizia nel programma dell'Unione democratica dei consumatori

http://unionedemocratica.italiavota.it/index.php?option=com_content&task=view&id=84&Itemid=42


•Rendere effettiva la tutela dei cittadini contro i potentati economici, pubblici e privati. Con una attenzione di monitoraggio e controllo occorre prevenire ed evitare abusi e prevaricazioni. Occorre migliorare e rendere effettiva la tutela degli interessi collettivi, seguendo con grande attenzione l’utilizzazione effettiva di quel nuovo strumento ( la class action) che entrerà in vigore il 1° luglio 2008
•Responsabilizzazione della politica con sanzioni gravissime ad ogni abuso. Occore prevedere sanzioni specifiche ed aggravanti di pena per ogni abuso o reato commesso approfittando della funzione politica svolta. Interdizione assoluta a ricoprire cariche elettive o di rappresentanza per i condannati per gravi reati.
Sicurezza e giustizia: prevedere organici interventi per aumentare la sicurezza attraverso un più corretto utilizzo sul territorio delle forze dell’ordine.
Garantire la tempestività delle risposte.
Garantire la certezza della pena.
Mettere in campo un intervento definitivo contro la “criminalità organizzata” per liberare definitivamente il Mezzogiorno da un fattore negativo per lo sviluppo. Prevedere in materia civile la possibilità di sentenze brevi che affrontino immediatamente il nodo cruciale, indicando soluzioni esecutive immediate.
Evitare i processi mediatici e garantire la riservatezza delle indagini.

La giustizia nel programma dell'Italia dei valori

http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/elezioni/2008/02/3_legalita.php


2.Sicurezza
Rimpatrio immediato ed effettivo degli immigrati clandestini e obbligo, per quelli condannati, di scontare le pene nei Paesi di origine.
Più Polizia nelle strade e più video sorveglianza nel territorio.
Inasprimento delle pene per i reati contro i minori e contro le donne

3.Legalità .
Reintroduzione del reato di falso in bilancio
Eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello.
Pene certe e processi penali e civili più rapidi (possibilità di applicazione della pena dopo il secondo grado di giudizio e sospensione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio).

La giustizia nel programma dei socialisti

http://www.partitosocialista.it/site/artId__309/306/DesktopDefault.aspx

La sicurezza alla base della convivenza civile
La sicurezza è un diritto alla base della convivenza civile. Sono le persone più deboli ad essere vittime della microcriminalità che va quindi contrastata senza indulgenza e disattenzione.


A tale scopo, bisognerà assicurare una più razionale ed efficiente presenza delle forze dell’ordine sul territorio, investendo in nuove tecnologie, concentrando la vigilanza nelle aree di maggior rischio, ed evitando la duplicazione dei compiti.

La grande criminalità organizzata, che esercita soprattutto il commercio della droga e il traffico di esseri umani, è un pericolo per l’ordine pubblico e un fattore di inquinamento della società e delle istituzioni.


http://www.partitosocialista.it/site/artId__136/307/DesktopDefault.aspx

In un paese civile una giustizia realmente giusta si regge su tre cardini fondamentali e inscindibili: un giudizio rapido, un giudice autonomo e imparziale, l’accusa e la difesa sullo stesso piano. Delle conseguenze derivanti dall’assunzione di questi obiettivi, purtroppo ancora lontani, nel programma di Veltroni non vi è traccia". Questo il giudizio di Enrico Buemi, del Partito socialista. "E'evidente questa assenza -prosegue Buemi-, perché diventerebbe necessario affrontare il nodo della separazione delle carriere tra giudice e pubblico ministero, della responsabilità civile dei magistrati, della diversa regolamentazione dell’obbligatorietà dell’azione penale. Come è ovvio, su tutto questo c’è il veto di Di Pietro e Veltroni non si può spingere oltre". Prosegue l'on.Buemi: "Ma se la giustizia in questi anni è peggiorata anziché migliorare, la colpa di chi è? Oggi chi ha dettato la linea al ministero, al Csm, nell’associazione nazionale magistrati, al governo, sono coloro che esercitano la maggiore critica e sono i censori di ciò che non va, come se fossero appunto dei marziani arrivati oggi sulla Terra". Il parlamentare socialista conclude: "Ai cittadini che aspettano da otto o dieci anni la conclusione di una causa, i quali devono sperare di avere un buon conto in banca per garantirsi una difesa efficace, possono sperare in un futuro migliore se il nuovo che si presenta oggi è una diversa rappresentazione del vecchio, responsabile di questa situazione insostenibile?"

La giustizia nel programma UDC

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GIUSTIZIA

Non ci interessano le polemiche tra operatori della Giustizia ma il risultato: la risposta di Giustizia deve essere certa e rapida.
· Riorganizzazione della geografia giudiziaria secondo parametri minimi di funzionalità.
· “Rottamazione” delle cause civili: incentivazione delle conciliazioni delle cause pendenti attraverso bonus fiscali.
· Ricorso alla risoluzione alternativa delle controversie tramite gli organismi di conciliazione (introduzione della conciliazione per le liti condominiali).
· Introduzione di sanzioni significative per chi agisce o resiste in giudizio in modo palesemente infondato.
· “Se lo puoi arrestare lo puoi giudicare”: contestualità di giudizio tra libertà e colpevolezza; collegialità nei giudizi sulla libertà personale; incentivazione del giudizio con il rito immediato e per direttissima.
· Certezza della pena: il giudice del giudizio decide anche le modalità di esecuzione della pena; sfoltimento delle misure alternative al carcere, limitate a casi tassativi dopo aver scontato effettivamente almeno 2/3 della pena; introduzione del rito abbreviato su richiesta del PM per i reati meno gravi e contravvenzionali.
· Responsabilità del PM per l’esercizio dell’azione penale.
· Semplificazione dei riti civili e penali con attribuzione al giudice della responsabilità della ragionevole durata del processo con adozione di protocolli di gestione e programmazione delle udienze.
· Riforma della Sezione Disciplinare del CSM come organo esterno composto di personalità indipendenti.
· Attribuzione alla Polizia Giudiziaria di un reale potere di indagine e di investigazione, fissando termini perentori per la durata delle indagini preliminari.
· Utilizzo per le notifiche del domicilio del difensore con posta elettronica, garantendo il diritto di difesa ma evitando le lungaggini processuali.
· Esclusione del giudizio abbreviato e dell’applicazione della pena su richiesta delle parti per i reati più odiosi.