sabato 1 dicembre 2007

La rivoluzione della speranza

Pubblicata l' Enciclica Spe Salvi ,che potrete leggere al link:
Ne proponiamo un estratto che riteniamo non solamente straordinario ,ma particolarmente adatto a magistrati ed avvocati ...
"43. Dalla rigorosa rinuncia ad ogni immagine, che fa parte del primo Comandamento di Dio (cfr Es 20,4), può e deve imparare sempre di nuovo anche il cristiano. La verità della teologia negativa è stata posta in risalto dal IV Concilio Lateranense il quale ha dichiarato esplicitamente che, per quanto grande possa essere la somiglianza costatata tra il Creatore e la creatura, sempre più grande è tra di loro la dissomiglianza . Per il credente, tuttavia, la rinuncia ad ogni immagine non può spingersi fino al punto da doversi fermare, come vorrebbero Horkheimer e Adorno, nel « no » ad ambedue le tesi, al teismo e all'ateismo. Dio stesso si è dato un' « immagine »: nel Cristo che si è fatto uomo. In Lui, il Crocifisso, la negazione di immagini sbagliate di Dio è portata all'estremo. Ora Dio rivela il suo Volto proprio nella figura del sofferente che condivide la condizione dell'uomo abbandonato da Dio, prendendola su di sé. Questo sofferente innocente è diventato speranza-certezza: Dio c'è, e Dio sa creare la giustizia in un modo che noi non siamo capaci di concepire e che, tuttavia, nella fede possiamo intuire. Sì, esiste la risurrezione della carne . Esiste una giustizia. Esiste la « revoca » della sofferenza passata, la riparazione che ristabilisce il diritto. Per questo la fede nel Giudizio finale è innanzitutto e soprattutto speranza – quella speranza, la cui necessità si è resa evidente proprio negli sconvolgimenti degli ultimi secoli. Io sono convinto che la questione della giustizia costituisce l'argomento essenziale, in ogni caso l'argomento più forte, in favore della fede nella vita eterna. Il bisogno soltanto individuale di un appagamento che in questa vita ci è negato, dell'immortalità dell'amore che attendiamo, è certamente un motivo importante per credere che l'uomo sia fatto per l'eternità; ma solo in collegamento con l'impossibilità che l'ingiustizia della storia sia l'ultima parola, diviene pienamente convincente la necessità del ritorno di Cristo e della nuova vita.
44. La protesta contro Dio in nome della giustizia non serve. Un mondo senza Dio è un mondo senza speranza (cfr Ef 2,12). Solo Dio può creare giustizia. E la fede ci dà la certezza: Egli lo fa. L'immagine del Giudizio finale è in primo luogo non un'immagine terrificante, ma un'immagine di speranza; per noi forse addirittura l'immagine decisiva della speranza. Ma non è forse anche un'immagine di spavento? Io direi: è un'immagine che chiama in causa la responsabilità. Un'immagine, quindi, di quello spavento di cui sant'Ilario dice che ogni nostra paura ha la sua collocazione nell'amore . Dio è giustizia e crea giustizia. È questa la nostra consolazione e la nostra speranza. Ma nella sua giustizia è insieme anche grazia. Questo lo sappiamo volgendo lo sguardo sul Cristo crocifisso e risorto. Ambedue – giustizia e grazia – devono essere viste nel loro giusto collegamento interiore. La grazia non esclude la giustizia. Non cambia il torto in diritto. Non è una spugna che cancella tutto così che quanto s'è fatto sulla terra finisca per avere sempre lo stesso valore. Contro un tale tipo di cielo e di grazia ha protestato a ragione, per esempio, Dostoëvskij nel suo romanzo « I fratelli Karamazov ». I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato. Vorrei a questo punto citare un testo di Platone che esprime un presentimento del giusto giudizio che in gran parte rimane vero e salutare anche per il cristiano. Pur con immagini mitologiche, che però rendono con evidenza inequivocabile la verità, egli dice che alla fine le anime staranno nude davanti al giudice. Ora non conta più ciò che esse erano una volta nella storia, ma solo ciò che sono in verità. « Ora [il giudice] ha davanti a sé forse l'anima di un [...] re o dominatore e non vede niente di sano in essa. La trova flagellata e piena di cicatrici provenienti da spergiuro ed ingiustizia [...] e tutto è storto, pieno di menzogna e superbia, e niente è dritto, perché essa è cresciuta senza verità. Ed egli vede come l'anima, a causa di arbitrio, esuberanza, spavalderia e sconsideratezza nell'agire, è caricata di smisuratezza ed infamia. Di fronte a un tale spettacolo, egli la manda subito nel carcere, dove subirà le punizioni meritate [...] A volte, però, egli vede davanti a sé un'anima diversa, una che ha fatto una vita pia e sincera [...], se ne compiace e la manda senz'altro alle isole dei beati » . Gesù, nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (cfr Lc 16,19-31), ha presentato a nostro ammonimento l'immagine di una tale anima devastata dalla spavalderia e dall'opulenza, che ha creato essa stessa una fossa invalicabile tra sé e il povero: la fossa della chiusura entro i piaceri materiali, la fossa della dimenticanza dell'altro, dell'incapacità di amare, che si trasforma ora in una sete ardente e ormai irrimediabile. Dobbiamo qui rilevare che Gesù in questa parabola non parla del destino definitivo dopo il Giudizio universale, ma riprende una concezione che si trova, fra altre, nel giudaismo antico, quella cioè di una condizione intermedia tra morte e risurrezione, uno stato in cui la sentenza ultima manca ancora. "
Benedetto XVI ,Spes Salvi

venerdì 30 novembre 2007

La nuova giunta alla prova dei fatti..

Anzichè prendere posizione riteniamo sia importante fermarci a riflettere .
La "nuova " giunta della ANM si è data una scadenza ,quella delle elezioni dei consigli giudiziari . In pratica nessuna alleanza se non sulla base degli orientamenti degli elettori ,espressi mediante l'opzione per una corrente o per un gruppo di correnti o per un altro.
Ma c'è un metodo sicuro per "ascoltare" la base ..appunto consultarla direttamente.
Abbiamo salutato ,apprezzandola, la scelta di varare una una mailing list per i magistrati italiani ,ma siamo ancora più convinti che le riforme dello statuto della ANM richiedano un ampio consenso "trasversale" e non possono essere nè concepite nè realizzate senza il consenso non dei "gruppi" ma della "base" dei magistrati italiani .
Un regime di incompatibilità ,un nuovo sistema di voto ,la sperimentazione del voto "elettronico" sono riforme possibili sulle quali sarebbe bene ,allora, avviare una consultazione ed un confronto tra tutti. Perchè non da subito ?

giovedì 29 novembre 2007

La terza via ...


LA TERZA VIA




L'esito della prima riunione del C.D.C. appena eletto ha evidenziato, se pure ce ne fosse bisogno, l'urgenza di un chiarimento interno all'A.N.M. tutta sulle ragioni fondanti dei gruppi o correnti, sulle prospettive di azione per la difesa dei principi di indipendenza ed autonomia della Magistratura, ma, soprattutto, sugli spazi di rappresentatività degli interessi della categoria rivestiti dalle varie formazioni..


Se, infatti, è risultata incontestabile ed incontestata la pregiudiziale "politica" opposta dalla corrente di maggioranza relativa ad ipotesi diverse da quella poi realizzata, in quanto riferita ad una pretesa collocabilità in posizione di collateralità esterna del gruppo di M.I non gradita a tutti gli altri, s'impone qualche riflessione. Questa ideologizzazione, nell'implicita conseguenza della collocabilità, evidentemente ritenuta rassicurante, degli altri gruppi in una posizione diversa e, quindi, opposta, non fa che confermare la necessità di una elaborazione collettiva che consenta finalmente l'affermazione di una identità istituzionale definita e non più affidabile a logiche e ragioni che ritengo estranene alla natura ed ai caratteri delle attività giurisdizionali in tutte le loro componenti, ivi comprese quelle delle rappresentanze, tanto associative che di autogoverno. L'andamento tendenziale delle ultime elezioni, al di là dei dati numerici, nei suoi corollari di strisciante protesta, è espressione di una volontà di rinnovamento che solo in parte è risultata testimoniata da alcune forme di protagonismo autonomista, comunque tutt'ora espressione di logiche di apparato, volontà che non può che riemergere con forza alla luce degli ultimi avvenimenti.




Imperativo, a questo punto, sarà sollecitare un confronto interno che consenta l'espressione trasversale di un'esigenza non più rinviabile di un dibattito senza autoinvestiture di qualità aprioristicamente esclusive o escludenti.



Può tranquillamente ipotizzarsi, tra quelle che appaiono essere due diverse concezioni delle nostre rappresentanze, una terza via di intervento: quella dell'affermazione di una politica istituzionale che persegua la difesa del valore di una indipendenza assoluta da qualunque forma dicollateralismo, interno o esterno, quale unico strumento per la riconquista di una dignità professionale così gravemente compromessa.
Roma, 27 novembre 2007
Catia Summaria

La GEC del 28 novembre istituisce la mailing list della ANM

La Giunta esecutiva centrale della ANM riunitasi ieri ha deciso l'istituzione di una unica mailing list dei magistrati iscritti alla ANM .
Siamo veramente lieti di questa decisione e ,se richiesti, daremo tutti i consigli ,sopratutto di ordine tecnico , per istituire un importante strumento di comunicazione che ,ne siamo sicuri, migliorerà il livello e la forma della comunicazione tra i magistrati .
Abbiamo già fatto ,in modo trasparente le nostre proposte ,finalizzate solo a rendere un servizio migliore per tutti .E siamo a disposizione ,insieme a tutti i colleghi, per realizzare il progetto ,che nasce "senza etichette" solo per farci comunicare meglio ...
Associazione Nazionale MagistratiVERBALE DELLA G.E.C. DEL 28 NOVEMBRE 2007 Sono presenti: LUERTI, SICA, PALAMARA, CORDER, ROSSI, SGROIA, MICCOLI, LIGUORI, BALSAMOLa Giunta discute delle iniziative da intraprendere e delibera quanto segue:richiedere incontri istituzionali con il Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera, Ministro della giustizia, Ministro dell'economia, Consiglio Superiore della Magistratura, Presidente della Commissione antimafia, Presidente delle Commissioni ministeriali dei codici, responsabili giustizia dei vari partiti politici;predisporre il testo di un documento programmatico, sulla scorta dell'elaborato presentato al C.D.C. del 24 u.s. e che tenga conto delle indicazioni provenienti dagli altri Gruppi nel corso della predetta seduta;individuare e nominare uno o più consulenti esterni per l'esame delle problematiche relative alla questione retributiva, pensionistica e assicurativa dei magistrati e per dare un fattivo supporto ai fini della formulazione delle relative proposte;individuare, con particolare riguardo alla materia ordinamentale, i seguenti argomenti da trattare, in via prioritaria, con il Guardasigilli, nell'incontro fissato per il 12 dicembre p.v.: assetto gerarchico delle procure, accesso alle funzioni requirenti e giudicanti penali monocratiche, scuola della magistratura e potere disciplinare;organizzare incontri nei diversi distretti o circondari al fine di svolgere attività ricognitiva delle situazioni di maggiore sofferenza degli uffici giudiziari, riservandosi di stabilire le date di tali riunioni all'esito dei contatti con i presidenti della giunte sezionali dell'ANM;avviare la discussione in vista della organizzazione del prossimo congresso dell'associazione nazionale magistrati che si terrà nella prossima primavera in una data da stabilire;dare mandato al Presidente di prendere contatto con i segretari dei gruppi associativi al fine di raccogliere le disponibilità per entrare a comporre le commissioni previste dallo Statuto, prevedendo sin da ora di rivedere l'assetto dei gruppi di lavoro e delle commissioni permanenti nel rispetto delle disposizioni statutarie e di inserire nel programma una nuova composizione delle commissioni medesime. Fin da ora comunque delibera di individuare tra le commissioni da proporre quella avente ad oggetto gli standard minimi esigibili per ogni funzione e tra i gruppi di studio quello inerente all'ufficio del giudice;istituire una mailing list generale dell'ANM, dando mandato al segretario generale di prendere contatto con i segretari dei gruppi associativi per la formazione di un comitato di coordinamento; avviare dei contatti con le società editrici al fine di ampliare l'offerta di servizi anche on-line in punto di aggiornamento professionale; avviare dei contatti con le società di telefonia al fine di mettere in rete tutti i magistrati per esclusive ragioni di servizio.Il segretario generale Luca PALAMARA

mercoledì 28 novembre 2007

Ralph Nader a Roma


Ralph Nader è a Roma e parteciperà al Convegno organizzato dalla Unione Nazionale Consumatori http://www.consumatori.it/ anche per commemorare Vincenzo Dona ,indimenticabile suo Presidente ,il Convegno "Consumatori Oggi 2007" si svolgerà domani
a Roma Montecitorio Eventi ,dalle 9 alle 14 ,sotto potrete stampare l'invito ..




Controlli informatici alternativi alla carcerazione (il ritorno del braccialetto elettronico)




Vi segnaliamo un articolo apparso su Punto informatico di oggi


E ..a proposito ,la proposta viene da un Sindacato ,quello della polizia penitenziaria ,a riprova che "essere " sindacato non significa solo occuparsi di questioni retributive ..


Roma - Le carceri scoppiano: i dati di aumento della popolazione carceraria tornano a preoccupare e il sindacato della Polizia Penitenziaria non ci sta. In un lungo approfondimento pubblicato sull'ultimo numero della rivista Polizia Penitenziaria - Società, Giustizia, Sicurezza si parla del braccialetto elettronico, unica vera e possibile soluzione, già usata in altri paesi, per garantire sorveglianza e monitoraggio alternativi alla reclusione tradizionale. Una misura potenzialmente utilizzabile in una miriade di casi.

Non è certo la prima volta che si sente parlare di braccialetto elettronico in Italia ma dopo le sperimentazioni del 2001 i progetti sono andati progressivamente disgregandosi. In realtà da novembre 2006 nessuno nel Belpaese utilizza questo dispositivo.Si tratta invece, sostiene il sindacato SAPPE, di una misura che non solo viene utilizzata già in molti paesi, come USA e Olanda, ma che potrebbe almeno in parte svuotare le carceri, agevolare il lavoro delle forze dell'ordine e far recuperare efficienza agli stessi organi di polizia penitenziaria. "In Inghilterra - si legge sulla rivista - il braccialetto elettronico è stato sperimentato nel 1995 e dal 1997 in poi oltre 130mila persone hanno usufruito della detenzione domiciliare monitorata elettronicamente. Il dispositivo di controllo è stato poi adottato anche nei confronti degli hooligans sottoposti a diffida e, dal 2002, è stata estesa l'applicazione ai minorenni".

Il motivo è ovvio: l'evoluzione di questa tecnologia non solo permette di sapere se il soggetto è nel luogo dove è stato stabilito che debba trovarsi, ma anche di visualizzare e seguire i suoi spostamenti. Questo significa che possono essere sottoposti a braccialetto tutta una serie di detenuti che potrebbero muoversi in aree previste in sicurezza e che non potrebbero uscire da queste o dai percorsi preventivati. Una flessibilità di applicazione che, secondo la rivista, già porta all'estero enormi benefici. Il braccialetto, inoltre, non può essere rimosso senza far scattare un allarme ad hoc."Dal 2004 - ricorda l'approfondimento pubblicato dalla rivista sindacale - è stata avviata una sperimentazione per i casi di pedofilia e di violenza domestica. Sempre in Inghilterra è stata di recente annunciata la volontà politica di ricorrere ad un provvedimento di clemenza (indulto o amnistia) previa applicazione della sorveglianza domiciliare mediante braccialetto elettronico. La percentuale di successo della misura si è attestata intorno al 97 per cento e, attualmente, c'è una media di 13mila detenuti al giorno sottoposti al controllo"."Questi dati - conclude l'articolo - dovrebbero essere più che sufficienti per indurre il nostro governo a rilanciare, da subito, l'applicazione di questo dispositivo di controllo".

Non ci possiamo credere (davvero) a proposito di mailing list



Ferve il dibattito sulla unica mailing list per i magistrati italiani ,ci sono impegni precisi e noi non possiamo che essere contenti visto che siamo stati tra i primi a proporla.

Va segnalata però una simpatica mail di un collega (appartenente al direttivo di un gruppo) che chiede che però sia sempre specificato a quale gruppo appartenga il collega che partecipi alla mailing list unica .
Non ci possiamo credere ..stavolta davvero . Bisogna manifestare il proprio DNA correntizio ,declamare il blasone ,fare vedere l'etichetta per esprimersi liberamente .. oppure c'è la sindrome "taci il nemico ti ascolta" ?
Noi non abbiamo etichette e ci fa sinceramente sorridere questa proposta che purtroppo serve solo a fare capire a tutti come oggi sia davvero difficile concepire autonomia e indipendenza se non in rapporto ad una "appartenenza" che poi tutti a parole dicono di non conoscere e di non volere ..

Piuttosto suggeriamo alla ANM ,se è vero che si avvia sulla strada di una unica mailing list , di organizzare la mailing list in gruppi di settore (per distretti, questione economica ,organizzazione uffici ,questioni previdenziali ,materie specializzate e così via ) e di concepire un unico report (magari giornaliero) anzichè il diluvio di mail che potrebbe essere ricevuto sulla casella di posta elettronica dell'interessato . Logico quindi che la prima proposta (al di là delle simpatiche idee sulla dichiarazione delle appartenenze) sia invece quella della fornitura di una casella postale del tipo giuseppe.rossi@anm.it consultabile liberamente dal sito della ANM ,aperto così a servizi nuovi e interattivi così come dal proprio PC .

Servono innovazione e informazione per favore ..e non il paraocchi.